martedì 26 febbraio 2013

RECENSIONE: Colpa delle stelle di John Green

Titolo: Colpa delle stelle
Autore: John Greem
Anno di pubblicazione: 2012
Pagine: 347
Prezzo: 16€ 
Formato: cartaceo (rilegato)
Trama: Hazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.



Non ho mai avuto paura di una pagina bianca come in questo momento. 
Voglio davvero che questa recensione esca bene, che trasmetta qualcosa a voi che leggete, indipendentemente che siate numerosi o solo quattro gatti. So di certo di non scrivere come John Green, ma spero almeno che un po' della sua forza nel trasmettere emozioni sia anche in me in modo tale da esprimere la bellezza dei suoi romanzi.
Se seguite il blog, saprete di sicuro che Green è il mio scrittore preferito; sia quando scrive libri come Teorema Catherine e Will ti presento Will, frizzanti e divertenti, che quando firma storie profonde ma allo stesso tempo giovanili come Cercando Alaska e Città di carta, lo fa in un modo unico; Colpa delle stelle appartiene a quest'ultima categoria, ovviamente.
Tenevo d'occhio The fault in our stars (titolo originale) da quando l'autore, tramite il suo sito web, ha comunicato che avrebbe autografato le prime copie di un libro non ancora concluso e dopo pochi minuti ci fu un boom di prenotazioni su siti come Amazon e Barnes&Noble; quando poi ho scoperto che la Rizzoli lo avrebbe pubblicato anche in Italia la mia reazione è stata molto simile a queste:


e a quest'altre:

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Inutile dire, quindi, che il 10 Ottobre mi sono praticamente Materializzata in libreria, ho comprato il libro e ho iniziato a leggerlo già alla cassa, poi in macchina e infine nel mio letto. Fino alle 4 e mezzo del mattino. Perchè se lo inizi, non puoi fare a meno di continuare a leggere fino alla fine. Ti cattura subito con l'ironia tipica dei personaggi di Green, che in Hazel Grace si manifesta in ogni battuta, in ogni pensiero e dialogo. Per la prima volta John Green racconta la sua storia dal punto di vista di una ragazza e lo fa meravigliosamente. I medici hanno diagnosticato a Hazel Grace Lancaster un cancro ai polmoni quando aveva dodici anni e ora che ne ha sedici è abituata alla chemio, al portarsi dietro un carrellino per l'ossigeno, al non avere più una vita normale. Preferisce stare a casa, leggere un buon libro, magari Un'imperiale afflizione di Peter Van Houten, il suo preferito, guardare le puntate di America's Next Top Model con sua mamma. Quella mamma che legge talmente tanti libri sulle nuove cure sperimentali che ne sa più di un oncologo, che ha abbandonato il lavoro per stare vicino alla sua bambina e che vorrebbe donarle un po' di normalità; per questo la iscrive ad un gruppo di supporto per giovani malati di cancro. Hazel lo frequenta ma non si esprime mai, non alza mai la mano, fino a quando, ad una seduta, si presenta un ragazzo di nome Augustus, atletico, con degli occhi azzurrissimi che la fissano intensamente. Ed è anche intelligente. Di un'intelligenza spiccata ma mai ostentata o esaltata . I suoi interventi nel gruppo di supporto sono perspicaci e catturano l'attenzione di Hazel.

«Sono una montagna russa che va solo in salita, amico mio.»
 
Dopo che il gruppo si scioglie, si ritrovano entrambi fuori, e sul ciglio della strada iniziano a parlare. Hazel è convinta di aver conosciuto un ragazzo interessante, «non poco attraente e non poco intelligente, insomma, non inaccetabile», finchè Augustus tira fuori dalla tasca un pacchetto di sigarette e ne mette una in bocca. Hazel a quel punto esplode. Come può un malato di cancro pagare una multinazionale per farsi venire ancora più cancro!? Ma Augustus ha una risposta anche per questa domanda.

«Non ti uccidono, se non le accendi. E non ne ho mai accesa una. E' una metafora, sai: ti metti la cosa che uccide fra i denti, ma non le dai il potere di farlo.»

Ecco, Augustus Waters è questo tipo di persona. Estroverso, era un campione di basket prima di perdere la gamba destra a causa di un osteosarcoma, è sincero all'inverosimile, ha un sorriso troppo grande per essere contenuto nel suo viso, vorrebbe dire la sua su praticamente qualsiasi argomento, non si nega i piccoli piaceri della vita, non importa se a disposizione si hanno anni, giorni o ore ancora da vivere, lui vuole assaporare tutto.  Anche Hazel è un Personaggio, con la P maiuscola; si crede una granata, vuole minimizzare gli effetti collarerali, il dolore e la sofferenza, che la sua morte potrebbe recare a coloro che ama, quindi si nega la normalità, vuole stere lontana dalla gente per non ferirla.
I due ragazzi iniziano a conoscersi e Hazel Grace avvicina Gus a Un'imperiale afflizione. Quel libro è così importante per la protagonista perchè ci si immedesima alla perfezione; l'autore ha trasmesso attraverso le parole le sensazioni di una persona prossima alla morte, le sensazioni che anche Hazel ha provato. Tuttavia la storia non ha una fine vera e propria: l'ultima riga dell'ultima pagina finisce con una frase inconclusa. Hazel vuole, anzi deve, sapere che fine fanno i personaggi del romanzo, vuole capire come mai la narrazione si conclude così brusamente, non vuole un finale in sospeso. Anche Augustus  rimane folgorato dalla storia di Anna (la protagonista del libro) e decide di usare il suo Desiderio, ovvero la possibilità di far esaurire il sogno di un malato, andando con Hazel ad Amsterdam per conoscere Peter Van Houten, l'autore di Un'imperiale afflizione. Entrambi iniziano a provare qualcosa l'uno per l'altra, qualcosa di speciale e più profondo della semplice amicizia. Hazel però ha paura ad affezionarsi e ad essere ricambiata da un'altra persona più sana di lei, quindi cerca di trattenere e soffocare i suoi sentimenti. Gus le lascia i suoi spazi, rispetta i suoi tempi, ma alla fine, durante il volo, Augustus fa la dichiarazione d'amore più dolce del mondo...

«Sono innamorato di te, e non sono il tipo da negare a me stesso il semplice piacere delle cose vere. Sono innamorato di te, e so che l'amore non è che un grido nel vuoto, e che l'oblio è inevitabile, e che siamo tutti dannati e che verrà un giorno in cui tutti i nostri sforzi saranno ridotti in polvere, e so che il sole inghiottirà l'unica terra che avremo mai, e sono innamorato di te.»

Come si può resistere? A questo punto del libro mi sono innamorata anche io di Augustus Waters. L'incontro con Van Houten non va come avrebbe dovuto, anzi: lo scrittore si dimostra scontroso, irrispettoso e cerca in tutti i modi di ferire e far andare via dalla sua casa i due protagonisti. Per Hazel Grace e Augustus è una delusione enorme, volevano solo sapere come andava avanti il libro e che fine facevano i personaggi. Non si scoraggiano e decidono di godersi quel poco tempo che passeranno ad Amsterdam fino in fondo.

«Alcuni turisti pensano che Amsterdam sia la città del peccato, ma in realtà è la città della libertà. E nella libertà la maggior parte della gente vede il peccato.»

Visitano musei, passeggiano per i canali, pranzano nei pittoreschi ristoranti che si specchiano sull'acqua. Nell'Amsterdam di primavera il loro amore sboccia e il legame che li lega diventa profondo e reale. Hazel capisce di meritarsi l'amore di Augustus, lo ricambia, inizia a capire che per quanto la vita di una persona si prospetti breve, bisogna cogliere l'opportunità, cogliere l'attimo, fare esperienze, vivere, appunto. 

 «Mentre leggeva, mi sono innamorata così come ci si addormenta:
piano piano, e poi tutto in una volta
»
Ma proprio quando le cose sembrano aver preso la giusta piega, quando riescono a sfiorare la felicità, il destino scritto nelle loro stelle potrebbe dividerli...
Questo è un libro senza pretese: non è stato scritto per commuovere, per far piangere il lettore. I protagonisti non vogliono quegli sguardi pieni di compassione che vengono spesso indirizzati ai malati, vogliono solo più tempo da passare sulla Terra con le proprie famiglie e i prorpi amici. Poteva essere uno di quei romanzi sdolcinati e pieni di lacrime, ma, anche se di lacrime ne ho versate (Dio solo sa quante) ho anche sorriso. Ho assistito ad una storia d'amore, di crescita, di malattia e guarigione. Un romanzo del genere capita nelle mani del lettore giusto una volta sola nella vita e per fortuna, mi è successo. Non manca nulla nè ai personaggi nè alla trama: ci sono momenti di riflessioni, arricchiti dalle frasi più belle che abbia mai letto in un libro per ragazzi, e momenti di pura gioia e ironia, fatti di dialoghi e battute di spirito.

«Bella guerra» ha detto lui, sconfortato. «Contro che cosa sono in guerra? Col mio cancro. E che cos'è il mio cancro? Il mio cancro sono io. I miei tumori sono fatti di me. Sono fatti di me tanto quanto il mio cervello e il mio cuore. E' una guerra civile, Hazel Grace.»

«Il mondo non è una fabbrica esaurimento desideri.»

John Green firma per l'ennesima volta un libro magnetico e maledettamente commovente, scritto con maestria e intelligenza. I personaggi, come al solito ben deleineati, sono adolescenti fuori dal comune, persone che vorrei esistessero veramente. Non è come in Cercando Alaska, qui non troviamo un personaggio femminile esplosivo come lo era Alaska, la supernova protagonista, ma Hazel, con la sua forza e il suo altruismo, la sua simpatia e la sua intelligenza, è altrettanto impossibile da descivere e catturare con delle semplici parole.
E poi, quando oramai credevo che Colpa delle stelle non potesse più spiazzarmi nè sorprendermi, leggo che ne verrà tratto un film e, oddio, spero varamente che esca bene. Da un libro del genere deve necessariamente venir fuori un film con i fiocchi! Spero che il regista e gli sceneggiatori colgano non solo il lato triste della situazione di Hazel e Gus ma soprattutto il lato romantico e ironico che caratterizza il libro. Perfavore, se non avete letto niente di John Green, rimediate appena possibile, non ve ne pentirete.


VOTO: 10 e lode!
-Ale-

Questa recensione partecipa alla 100 Libri in un anno - Reading Challenge 2013 di Atelier dei Libri!

14 commenti:

  1. Ti giuro che rileggendo la vostra recensione mi sono venuti i brividi, come ogni volta che lo prendo in mano e ne leggo qualche pezzo.
    Btw sono completamente d'accordo. E' un libro che, se lo inizi, lo devi per forza finire. Fa male e bene al tempo stesso, è un sollievo ed una tortura.
    John Green è stato favoloso :')

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    1. John Green è veramente un genio. Dopo Cercando Alaska pensavo che non avrebbe mai scritto un altro libro così completo e profondo. Poi ho letto Colpa delle stelle e ho dovuto ricredermi. Cercando Alaska resta comunque il mio preferito in assoluto, ha qualcosa di speciale in ogni pagina...
      -Ale :)

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  2. Recensione magnifica*_____* complimenti[:

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    1. Grazie *arrosisce* sono felice che ti sia piaciuta :)
      -Ale

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  3. Bellissima recensione!
    Devo leggere al più presto Colpa delle stelle! Sembra un libro magnifico! *.*
    Le gift della tua reazioni sono magnifiche XD
    Le citazioni, poi, sono splendide! Fanno proprio venire voglia di leggere il libro! :)
    Non me lo farò scappare!

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    1. Grazie :)
      Davvero, quando ho letto che sarebbe uscito sono IMPAZZITA! La cosa migliore è che ho scelte solo alcune delle citazioni più belle! Colpa delle stelle ne è pieno!
      -Ale

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    2. Sono sicura che questo libro mi farà impazzire! :) Non vedo l'ora di leggerlo!

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    3. Ti farà innamorare fin dalla prima pagina
      -Ale :)

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  4. L'ho letto dopo che hai parlato di John Green nel mio blog. E' bellissimo... non frignavo così da La bambina che salvava i libri ç_ç

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    1. Non so se essere felice o triste... Sono contenta che hai letto un libro di John Green (e soprattutto che ti sia piaciuto tanto da commuoverti) però mi dispiace non avertito avvertito degli effetti collaterali dei suoi libri!
      L'importante però è che ti sia piaciuto :)
      -Ale

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    2. Non preoccuparti, leggo Martin quindi sono abituata alla crudeltà degli autori U_U

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  5. La copertina é meravigliosa! *-*

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  6. volevo chiederti a che pagina era la citazione «Mentre leggeva, mi sono innamorata così come ci si addormenta: piano piano, e poi tutto in una volta», grazie :)

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